Il counseling on-line anche definito
Web-Counseling, è una attività che sta iniziando a prendere piede anche da noi.
Nasce ovviamente nei paesi anglosassoni (USA e UK) da una necessità banale:
permettere di offrire assistenza a coloro i quali non possono o non vogliono
muoversi da casa. Inizia con questa
motivazione ma poi diviene un approccio con un suo significato e
una efficacia
molto potente.
Le riflessioni che ho fatto in questi anni (anche leggendo
molti articoli su esperienze americane) sul counseling on line è sul suo effetto
di eliminare (o almeno ridurre sensibilmente) le resistenze legate ad affrontare
un percorso conoscitivo e di cambiamento.
"A nessuno piace cambiare", sento ripetere spesso durante i
corsi e le conferenze che tengo sul counseling e l'approccio al cambiamento. in
effetti, e purttroppo, è così. E' meglio un rapporto che non funziona, malato
(spesso con componenti di violenza), cha fa soffrire (ma certo!), piuttosto che
cambiare (e ergo) e non avere nessuno vicino.
Lavoro molto con persone che hanno problemi con la loro
identità professionale e quasi tutti (uso il "quasi" solo per evitare
generalizzazioni) dicono "Non voglio fare questo lavorò perché...", e quando
chiedo loro che cosa, invece, vorrebbero fare, le risposte (oltre al
diffusissimo "Non lo so") sono tutte incentrate sulla paura di cambiare. Come se
fosse scritto da qualche parte che il cambiamento porta a situazioni certamente
peggiori.
Insomma, dato che il cambiamento spaventa e sedersi davanti a
un "agente" del cambiamento come un counselor, spaventa ancora di più, il mezzo
informatico agisce da protettore (chat e social network l'hanno dimostrato
abbondantemente). Certo, la relazione ne perde, ma credo, anche da esperienze
riportate da alcuni colleghi, che questo possa rappresentare un primo passo
verso l'auto-conoscenza.