Il termine "counseling" è stato adottato fin
dall'inizio del secolo dall'American Psychological Association (APC) per intendere
tutte le attività di orientamento psicologico, sociali (attitudinali e
professionali) e personali (problemi esistenziali: prevenzione-formazione e di
crescita personale).
Il counseling è, quindi, un intervento
psicopedagogico atto a promuovere ed operare sulla salute più che sulla
patologia; può essere definito come una professione relativamente giovane. Ciò
significa che, mentre in alcune aree costituisce già attività ben affermata,
esso è al tempo stesso ancora in piena evoluzione, con tutto ciò che ne consegue
in termini di fluidità e costante rimodellamento di paradigmi.
E' certo che il counseling è ben distinto dalla
psicoterapia. L'obiettivo della consulenza è far sì che l'individuo riesca a
potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali ed ambientali
che contribuiscano al suo benessere.
In altre parole, favorisce la presa di
coscienza dei meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti
ripetitivi negativi, a processi di bloccaggio, evitamento, ansia e conflitto;
mira a far sperimentare
al cliente nuove soluzioni, stimolare un adattamento creativo
dell'organismo all'ambiente.
Focalizza, quindi, la sua attenzione sulla salute
del cliente, differenziandosi dalla psicoterapia che si concentra, invece, sulla
patologia.
Personalmente considero il counseling come un
intervento rapido e efficace di promozione della salute e di prevenzione della
malattia.