tratto
dal mio libro "Il conflitto in azienda" ed. L'Airone
2007
E’ uno strumento potentissimo, anzi, potentissimo. No, non è
un errore di stampa, è una tecnica che permette di salvarci
da situazioni sgradevoli, che anticipa i conflitti
indirizzandoli su strade più accessibili, per gestire
dinamiche infruttuose. Che dire di più? Vi ho convinto?
Adesso vi dico anche come funziona ricorrendo come al solito
a un esempio realmente vissuto.
Era
un martedì grasso di tanti anni fa. Ero andato con degli
amici della scuola in giro per il centro di Roma a vedere le
maschere. Mentre tornavamo verso la stazione per prendere i
bus, vediamo sul marciapiedi di fronte venire verso di noi
una banda di ragazzi più grandi di noi – diciotto, vent’anni
– vestiti come i protagonisti di Arancia Meccanica, con
tanto di mazze da baseball (anche se di plastica, facevano
sempre male). Panico. “Scappiamo”, disse Filippo timido e
con degli occhiali spessi un dito. Scartammo subito
l’ipotesi, avremmo avuto l’unico risultato di scatenare in
loro il gusto della caccia. E mentre discutevamo ci
avvicinavamo sempre di più e adesso loro ci stavano
guardando e giocherellavano con le mazze facendole roteare.
Riccardo, che era di un anno più grande di noi, disse: “Ok.
Ci penso io. Datemi una sigaretta”. Non mi ricordo chi
gliela diede, ma sono certo che vedendolo attraversare la
strada con la cicca in bocca, pensammo tutti che fosse la
sua ultima. “Si è andato a suicidare per il nostro bene”
disse Filippo con la voce rotta. Restammo immobili,
trattenendo il fiato, mentre vedemmo Riccardo avvicinarsi al
più brutto e dirgli qualcosa. “Adesso lo uccidono”,
insistette Filippo. Poi d’incanto, come in una favola di
Walt Disney, tutta la banda di teppistelli scoppiò in una
sonora risata e Riccardo diede una pacca sulla spalla al più
brutto e, aspirando un’ampia boccata, salutò riattraversando
la strada...
(per sapere come va a finire o mi scrivete
o comprate il libro)